• Andrea Morzenti

Se non c'è sanzione, che obbligo è?



Leggendo qua e là, nel giorno che tutte le feste ha portato via, pare quasi che al Governo siedano sempre e solo degli incompetenti: "Hanno introdotto un obbligo vaccinale (per gli over 50) e si sono scordati di metterci una sanzione, fortuna che girano le bozze e glielo abbiamo fatto notare noi!", è il claim della Befana (o dell'Epifania, anche se va un po' meno di moda).


Ora si legge di una sanzione di 100 euro, vedremo cosa dirà il decreto quando sarà in Gazzetta, e già Burioni sbotta: "Una buffonata. Cento euro di multa come due divieti di sosta".


E se, invece, il governo e i suoi tecnici avessero ragionato in altro modo? Se la sanzione dell'obbligo diretto mancasse per scelta?

Se, come dicono sempre le bozze, dal 15 febbraio agli over 50 per lavorare servirà il green pass rafforzato che non si ottiene più (anche) per tampone ma (solo) per vaccino (e guarigione), non è che l'obbligo semplicemente è previsto per dare forza al green pass che non vivrebbe più così di vita propria ma sarebbe invece sorretto da un obbligo di legge di cui diverrebbe unicamente una conseguenza?


Insomma, per andare al ristorante ci può stare la previsione di esibire un documento, il green pass appunto. Per andare al lavoro magari no e il ragionamento potrebbe essere diverso: c'è un obbligo, cari over 50; al lavoro non ci potete andare non perché non avete il green pass rafforzato, ma perché (sanzione) state contravvenendo a un obbligo di legge: il vaccino anti Sars-CoV-2.

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