• Andrea Morzenti

Indietro tutta




Chiacchierata immaginaria con una lavoratrice di una Agenzia per il Lavoro, assunta a tempo indeterminato.

 

LAVORATRICE. Ma che senso ha?

ANDREA. Cosa?


L. Non so se te l’ho mai detto, ma da un po’ ho un contratto di lavoro a tempo indeterminato con AgLav, e da oltre una ventina di mesi lavoro in IU SpA.

A. No, non lo sapevo. Bene, dai. E come ti trovi?

L. Benone. Dopo qualche esperienza a termine, AgLav mi ha stabilizzato (così dicono nella loro filiale dove passo anche solo per fare due chiacchiere) perché i feedback su di me erano positivi. Loro si trovavano bene con me, come bene anche le aziende dove lavoravo. E, non te lo nascondo, mi sono sempre trovata bene anche io. Retribuzione sempre puntuale e, cosa che forse non tutti stanno, uguale – di volta in volta nelle varie aziende – a quella delle mie colleghe e colleghi che facevano il mio stesso lavoro. E poi in filiale, sempre molto cordiali e disponibili, e preparati sulle complesse tematiche del [nostro pazzo, ndr] diritto del lavoro.


A. Boh, allora non ti seguo. Perché non ne capisci il senso? Forse perché preferisci una assunzione diretta in IU SpA?

L. Ascolta, io quello non ce l’ho ancora chiaro. Qui in AgLav hanno pacchetti welfare aggiuntivi interessanti offerti dalla bilateralità di settore (parola che neanche conoscevo, prima che me ne parlassero in filiale) e poi se perdi il lavoro sono sempre super attivi nel cercartene un altro. La chiamano, sempre in filiale, ricollocazione. Ti fanno un bilancio di competenze, ti formano e riqualificano (sempre concetti e parole imparati in filiale eh), tutto a carico loro e della (ormai mitica) bilateralità. Conviene anche a loro, va da sé, trovarti un’altra azienda dove lavorare.

A. [ah le politiche attive] Però, dai, ci può anche stare, che prima o poi qualcuno ben potrebbe avere l’obiettivo di essere assunto direttamente dall’azienda. Sai che questo è uno degli obiettivi delle agenzie per il lavoro? Essere servizi per l’impiego a tutto tondo.

L. Ma sì, certo. Ad esempio, a me piacerebbe entrare, dopo le varie esperienze lavorative fatte, tutte utili e che mi hanno fatto crescere, in IU SpA. Ma ora non è proprio possibile, per vari motivi. E non c’entra nulla il Covid eh. Ci sono logiche proprie di ogni azienda, periodi di prova più o meno lunghi, a maggior ragione nelle multinazionali come IU SpA. E io le capisco. Ma so, e me l’han fatto capire, che questa per me è solo una questione di tempo.


A. Vabbè, boh, io non ti capisco. Ti trovi bene, ti pagano il giusto, hai un pacchetto welfare, sei in attesa di entrare direttamente in azienda. Io ci trovo il senso, sai?

L. Urca, vero. Mi sa che l’ho presa un po’ alla lontana. Provo a dirti il perché del mio smarrimento.

A. Ecco, appunto. Che tipa che sei…

L. Ad agosto dello scorso anno la politica (la tengo generica apposta, che non ricordo mai cosa arriva dal governo coi decreti e quanto dal parlamento con le leggi di conversione di quei decreti) mi ha fatto sapere che, essendo io assunta da AgLav a tempo indeterminato, in IU SpA potevo lavorare senza limiti di tempo. Ma questo solo fino al 31 dicembre 2021. Poi, se al 1 gennaio 2022, superavo i 24 mesi di lavoro in IU SpA, quest’ultima sarebbe stata tenuta ad assumermi direttamente. Ecco, in IU SpA mi avevano già detto (per le logiche che prima abbiamo visto) che non potevano ancora farlo, che quindi non avrei continuato da loro e che a loro toccava (forse) cercare qualcun altro. In filiale in AgLav me l’hanno confermato preoccupati, perché a molti loro (e di tutto il settore) lavoratori* sarebbe successa la stessa cosa e ricollocarci tutti non sarebbe stata certo una passeggiata. Avremmo così rischiato il licenziamento.


A. Aspetta. Tu mi stai dicendo che, seppur con un contratto a tempo indeterminato, fino ad una certa data tutto ok, poi se a quella data hai una certa anzianità lavorativa non è più ok? Ma che senso ha?

L. Ecco, appunto. Vedi che fai la mia stessa domanda? Comunque, e poi finisco che ora devo andare a lavorare, quella data, il 31 dicembre 2021, è stata (sempre dalla politica) prima rimossa (e quindi era sempre ok, come dici tu) e poi, da ultimo, spostata al 30 settembre 2022. E, questo rimuovi e sposta, è avvenuto nel giro di meno di due mesi.

A. Quando la politica fa rima con l’ideologia. Ma che senso ha?



*L’uso del genere maschile è da intendersi riferito ai lavoratori e alle lavoratrici e risponde solo ad esigenze di semplicità linguistica [semicit., ndr]

0 commenti

Post recenti

Mostra tutti