• Andrea Morzenti

Se vi sembran pochi 6 italiani su 10


Inizio d’anno scoppiettante questo 2019.

Il governo gialloverde va a gonfie vele. Secondo gli ultimi sondaggi i partiti di governo hanno oltre il 60% dei consensi. Continua a salire la Lega, prosegue la discesa dei Cinquestelle. Ma il dato è che 6 italiani su 10 stanno col governo.

Per i 4 su 10 che non stanno col governo abbiamo: il grande ritorno di Silvio Berlusconi, uomo della Provvidenza che non si perde una elezione per nulla al mondo; il PD che fa le sue Primarie a ripetizione (pare ormai l’unica attività del suo oggetto statutario), per poi tanto non riconoscere chi le vincerà; e, da ultimo, Carlo Calenda che da neo tesserato PD lancia un Manifesto che pare un scissione preventiva del PD (sì, lo so, il Manifesto calendiano lo hanno sottoscritto tutti i candidati alle primarie PD, ma io non riesco a non vederla come una prova di scissione); e poi, sullo sfondo, c’è sempre Matteo Renzi, occupato - per ora - in TV a raccontare le bellezze di Firenze.

 

Intanto il governo approva il decretone: Reddito di Cittadinanza e Quota 100. Vista la straordinaria necessità e urgenza, tutto rimandato ad aprile se non dopo. Evviva la Costituzione.

Le coperture le han trovate con la Legge di Bilancio mai discussa ma solo votata (Sì/No) dal Parlamento, con l’ok di Bruxelles, tagliando qua e là (come formazione 4.0 e credito d’imposta per ricerca e sviluppo), aumentando la pressione fiscale (no profit, tasse locali e altro ancora come ha certificato l’Ufficio Parlamentare del Bilancio), bloccando di nuovo la rivalutazione delle pensioni anche basse e prevedendo pesanti clausole di salvaguardia (considerevoli aumenti IVA). Sempre che, ahimè non pare proprio (vedi ultime stime di Bankitalia), il PIL cresca come previsto in legge di bilancio, altrimenti servirà una manovra aggiuntiva/correttiva per rispettare il rapporto deficit/PIL al 2% (che 2,04% ha del ridicolo e non si può proprio sentire).

Sulle due misure simbolo di Cinquestelle e Lega ci torno quando avremo i testi definitivi. Oggi non voglio davvero dire nulla, che è meglio. Certo vedere in conferenza stampa Di Maio e Conte che mostrano la slide con stampigliate entrambe le misure e Salvini, invece, che mostra solo Quota 100 fa capire molto.

Però Conte è certo che Quota 100 porterà a nuove assunzioni. L’Eni (e non solo), ci fa sapere il premier, assumerà “due barra tre” persone per ogni lavoratore che andrà in pensione. Che avrà voluto dire Conte? 2 o 3 persone, oppure 2/3 (due terzi) di persone? Ai posteri l’ardua sentenza.

E sul fronte più strettamente LAVORISTICO?

Innanzitutto, il decreto cosiddetto dignità per ora non si tocca. Però si approva una norma che ne esclude la sua applicazione, in aggiunta alla pubblica amministrazione già esclusa in prima battuta, anche alle università private, agli istituti pubblici di ricerca e alle società pubbliche che promuovono la ricerca e l'innovazione. Ma anche agli enti privati di ricerca e lavoratori chiamati a svolgere attività di insegnamento, di ricerca scientifica o tecnologica, di trasferimento di know-how, di supporto all'innovazione e di assistenza tecnica. [art. 1, comma 3, del DL 87/2018 convertito in legge, come modificato dalla legge di bilancio].

Insomma, guai a dire che il decreto cosiddetto dignità è da modificare eh, ma intanto togliamone l'applicazione a qualcuno che è meglio.

E poi gli incentivi economici all'occupazione stabile. Qui siamo di fronte ad un copia/incolla (pure venuto male, visto che manca la previsione per cui il lavoratore matura ugualmente i contributi INPS anche se il datore di lavoro, esonerato, non li versa) dei tanto vituperati e criticati incentivi dei governi Renzi e Gentiloni:

  • con la legge di conversione del decreto cosiddetto dignità (12 agosto 2018) sono stati estesi, per il 2019 e il 2020, gli incentivi per gli under 35. Entro 60 giorni un decreto (non di Cesare Augusto) doveva dirci le modalità di fruizione. Ancora non se ne sa nulla;

  • con la legge di bilancio, gli incentivi del decreto cosiddetto dignità, sono – diciamo così – rafforzati per le regioni del Sud.

Ma una novità, una chicca, il governo gialloverde ce la regala. È l’incentivo per chi assume i super laureati, cioè i laureati con 110 e lode che devono anche avere la media ponderata del 108. Ma perché? Sono soggetti, questi, che devono essere aiutati nella ricerca della prima occupazione? Qualcuno ha scritto che è una norma a favore dei laureati del Sud che, notoriamente, ottengono le votazioni più alte. E, a pensar male si fa peccato ma spesso ci si indovina (cit.).

Da ultimo abbiamo:

  • Il potenziamento del congedo di paternità obbligatorio (con l'aumento da 4 a 5 giorni) e la conferma del congedo facoltativo (1 giorno). Norma che a me non ha mai convinto (c’è davvero bisogno di obbligare il papà?);

  • la novità del congedo di maternità obbligatorio che può essere fruito (a richiesta della futura mamma e con l’ok dei medici) sempre per 5 mesi, ma ora anche a partire dalla data del parto. Norma che a me non piace per nulla non solo perché alcune neomamme saranno "indotte" a questa scelta, ma soprattutto perché non valorizza il momento dell'attesa ma solo il periodo dopo la nascita. Un amico avvocato, donna e mamma, l’ha definita una barbarie.

Insomma questo 2019 inizia così, tra conferme e poche novità. Ma certamente con le due misure elettorali simbolo di Cinquestelle e Lega, Reddito di Cittadinanza e Quota100 Servite a pennello per le elezioni europee di maggio. Volute a tutti i costi da Di Maio e Salvini, con tagli, tasse e clausole di salvaguardia. A scapito di investimenti e innovazione. Ora si balla per davvero.

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