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Un caffè tra il Sì e il No

  • Immagine del redattore: Andrea Morzenti
    Andrea Morzenti
  • 2 giorni fa
  • Tempo di lettura: 3 min


La domenica è sempre un giorno un po’ speciale e ci si può togliere qualche sfizio.

A me piace andare a fare due passi o una pedalata in centro, passare dal mio panettiere (c’è chi lo chiama, bellissimo, prestinaio) e comprare un filone di grano duro, quello buono, con lievito madre.

Il mio panettiere è un po’ particolare perché ha anche un bancone e qualche tavolino dove si può gustare un buon caffè. E la domenica mattina ci sta, pane da portare a casa e un buon caffè al bancone.


Questa domenica, al bancone vicini a me un ragazzo e una ragazza stanno discutendo del referendum sulla magistratura (corretto a parer mio chiamarlo così, non “sulla giustizia”). Sì, lo so che non è mai bello ascoltare i discorsi degli altri, ma non ho potuto davvero farne a meno tanto erano vicini a me. Tra due caffè e una brioche vuota, è andata più o meno così:

 

LEI. Hai sentito Zagrebelsky cos’ha detto sul referendum?

LUI. Ma chi, Gustavo? Il costituzionalista che ha fatto campagna per il No sul referendum della “Riforma Renzi”? Quello del combinato disposto di riforma + italicum che ci avrebbe consegnato una deriva autoritaria (mamma mia, pare passato un secolo, ndr)? Per lui, si sa, non si può mai cambiare niente…

LEI. Sì, proprio a lui. A me piace un sacco!

LUI. E te pareva…

LEI. Poi ti mando il link, io l’ho sentito su Instagram. Dice “Barbero ha ragione. Non è scritto da nessuna parte come verranno nominati i membri laici del Parlamento” (sintesi decisamente infelice, ma tant’è, ndr).


LUI. Scusa, che ora non ricordo, la norma della Costituzione attuale cosa prevede in merito alla elezione dei membri laici del CSM?

LEI. Eletti dal Parlamento con maggioranza qualificata.

LUI. Ma sei sicura? Perché a me non pare.

LEI. Aspetta che guardo.

LUI. Ecco, dai, guarda un po’.

LEI. No, dice semplicemente Parlamento in seduta comune (cfr. art. 104 Costituzione vigente, ndr).

LUI. Vedi, esattamente come dice la riforma che saremo chiamati ad approvare o respingere con il referendum del 22 e 23 marzo. Dillo a Zagrebelsky…

LEI. Ma è una legge ordinaria poi che ti dirà come eleggerli.

LUI. Eh, come è oggi…

LEI. Ha ragione Zagrebelsky. Il rimando previsto alla legge ordinaria è davvero preoccupante.

LUI. Torno a dirti che è esattamente come oggi. La riforma sul punto non modifica nulla. Parlamento in seduta comune è, e Parlamento in seduta comune sarà. Se poi, la contrarietà alla riforma è perché avete paura degli altri, come quelli che oggi sono al Governo, allora è un altro film.


LEI. Cambia invece, perché i togati saranno sorteggiati.

LUI. Ma sono sempre magistrati, e sono sempre i 2/3 come oggi.

LEI. Oggi la Magistratura è libera di votare il CSM.

LUI. Ecco il vero motivo del NO. La Magistratura vuole mantenere la rappresentanza e il peso delle proprie correnti in un organo, il CSM, che rappresentativo non è (cfr. art. 105 Costituzione vigente “Spettano al Consiglio superiore della magistratura, secondo le norme dell'ordinamento giudiziario, le assunzioni, le assegnazioni ed i trasferimenti, le promozioni e i provvedimenti disciplinari nei riguardi dei magistrati”, ndr).

LEI. Dai, dai, su che è tardi. Paghi tu i caffè?

LUI. Ahahah ma certo.

LEI. Grazie.

LUI. Però evitiamo di creare falsi allarmismi. Ma Zagrebelsky si sa, è maestro in questo. Ricordi quando parlava di deriva autoritaria della "Riforma Renzi"?

 

In tutto ciò, il mio caffè si era ormai raffreddato. Nel mentre, la radio lì al panificio, suonava Secondo me di Brunori Sas.

 

 

DISCLAIMER

dialogo immaginario, ogni riferimento a persone esistenti o a fatti realmente accaduti è puramente casuale

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