Una Guinness tra il Sì e il No
- Andrea Morzenti
- 9 ore fa
- Tempo di lettura: 3 min

L'altro ieri sera dopo una giornata di lavoro decisamente impegnativa, stavo bevendo un’ottima Guinness nel mio pub preferito di Roma.
Vicino a me, al bancone, un ragazzo e una ragazza stanno discutendo del referendum sulla magistratura (corretto a parer mio chiamarlo così, non “sulla giustizia”).
Sì, lo so che non è mai bello ascoltare i discorsi degli altri, ma non ho potuto davvero farne a meno tanto erano vicini a me. Tra un sorso di birra e un altro è andata più o meno così:
LUI. Hai letto Francesco Cundari oggi su Linkiesta?
LEI. Perché, leggi Linkiesta? Di quel renziano imperterrito di Christian Rocca?
LUI. Ascolta, non iniziare con la solita solfa. Lo leggo come leggo molto altro e lo sai. La mattina ricevo la newsletter di Cundari [“la Linea”, ndr] e la leggo, tutto qui. Quindi non l’hai letto?
LEI. Eh no…
LUI. Ma guarda che non puoi informarti solo su Repubblica, sul Fatto o, che ne so, su Internazionale, eh. O, peggio ancora, sull’Instagram del PD [credo qui si riferisse al post vergognoso in cui si vuol lasciare intendere che chi vota Sì è un fascista, ndr].
LEI. Vabbè, dai. Che dice Cundari?
LUI. Sostiene che…
LEI. Aspetta… ma è @peraltro su twitter [niente da fare, resterà per sempre twitter altro che X, ndr]?!?! Ogni tanto lo leggo, non è male.
LUI. Ecco, appunto. Dice che uno dei tanti danni causati dal forzato maggioritario delle disastrose coalizioni preelettorali è proprio questo dividersi su tutto. Sei di destra? Allora devi votare Sì. Sei di sinistra, allora devi votare No. Il merito non interessa più.
LEI. Beh, ma scusa. Ne abbiamo già discusso altre volte. E sai che secondo me è un po’ ingenuo pretendere che ci siano dei referendum non politici. Dai, su.
LUI. Però, come scrive Cundari, se pensi ad es. al referendum sul divorzio non è sempre stato così. Gli elettori della DC non seguirono tutti le indicazioni di partito. Non votarono per appartenenza politica. Votarono nel merito, si divisero, e poi tornarono uniti, alle elezioni politiche, a votare Democrazia Cristiana.
LEI. Altri tempi, fai il bravo. Il 22 e 23 marzo bisogna farsi sentire e dire un No forte e chiaro alla Meloni!
LUI. Guarda, manco ti rispondo. Sai, invece, qual è la parte più interessante del pezzo di Cundari?
LEI. Vediamo, dimmi…
LUI. Quando parla della sinistra che vota Sì. Proprio loro, sempre loro, i cosiddetti riformisti, i principali sostenitori del bipolarismo e delle farlocche coalizioni preelettorali. Loro, la vera causa di queste divisioni tra bianco e nero a prescindere, o stai di qua o stai di là, che ora dicono che bisogna astrarsi dall’appartenenza politica e stare nel merito. Io l’ho trovata una riflessione interessante, mai letta prima d’ora.
LEI. Vero, interessante. Mi vien da dire che chi è causa del suo male pianga sé stesso…
LUI. Su una cosa però non sono per nulla d’accordo.
LEI. Quale?
LUI. Cundari nel merito sarebbe anche per il Sì, ma per non darla vinta a Meloni e non potendo proprio votare No, allora non andrà a votare.
LEI. Ecco, sono totalmente d’accordo a dire il vero nel non darla vinta alla Meloni. Ma mai non andare a votare. E, comunque, sai una cosa?
LUI. Cosa? Dimmi…
LEI. Questo non è un quesito sentito. E quindi diventa un No o un Sì al governo, e non è un male.
LUI. Ah, una sorta di elezione di midterm, che non c’entra una mazza con il processo accusatorio e la separazione delle carriere!
Ecco, a questo punto avrei preso volentieri un’altra Guinness per inserirmi in quella interessante discussione. Ma ormai si era fatto tardi e l’indomani la sveglia sarebbe suonata molto presto. Ho allora pagato la mia Guinness e sono rientrato in hotel.
Ah, quasi dimenticavo. Sul finire del dialogo tra i due, al pub hanno messo questo bellissimo pezzo di Brunori Sas "Il mondo si divide".
***
[qui un estratto del pezzo "I referendum, la sinistra per il Sì e i Mr. Magoo del riformismo" di Francesco Cundari]
DISCLAIMER
dialogo immaginario, ogni riferimento a persone esistenti o a fatti realmente accaduti è puramente casuale



Commenti