• Andrea Morzenti

INPS fuorilegge



C’è un Giudice a Berlino, c’è un TAR nel Lazio!


L’ha scoperto l’Ancl - il sindacato dei consulenti del lavoro - chiedendo "ad adiuvandum" l’annullamento, previa sospensione dell’efficacia, del Messaggio INPS n. 72 del 11 gennaio 2021.

Il TAR ha così sospeso l’efficacia del Messaggio e fissata la camera di consiglio del 2 marzo 2021 per la trattazione collegiale. Ma, intanto, il provvedimento dell’INPS è sospeso, a riprova che c’è qualcosa che non va.

 

Il Messaggio INPS aveva fornito indicazioni per la fruizione della cd Decontribuzione Sud, prevista dal Decreto Agosto, su due aspetti in particolare: i) applicazione sulla tredicesima mensilità ii) somministrazione di lavoro.


Il TAR è stato chiamato a decidere solo sul primo dei due aspetti, nella parte in cui il Messaggio aveva disposto l’applicazione della Decontribuzione Sud sulle tredicesime limitatamente ai tre ratei maturati nel periodo ottobre 2020 – dicembre 2020 e non, invece, all’intero importo della mensilità aggiuntiva. Una interpretazione riduttiva, questa dell’Istituto (come lo chiamano i miei amici Consulenti del Lavoro), che era sembrata ai più non in linea con le regole previdenziali generali, quelle secondo cui i contributi si computano sulla mensilità di versamento e non su quella di maturazione.

Le aziende, in ossequio a tali regole generali, avevano quindi applicato la decontribuzione sulle intere tredicesime, salvo poi essere state bacchettate dall’INPS che, contestualmente, aveva fornito loro pure le regole operative per la restituzione immediata del, a dire dell’Istituto, maltolto. Ora il TAR bacchetta l’INPS con questo primo provvedimento. Vedremo come finirà.

Ma, di primo acchito, possiamo dire che neppure l’INPS può porsi al di sopra della legge.

E la somministrazione di lavoro? Il Messaggio su questo secondo punto è davvero sconclusionato. Non ci torno, perché ne ho già scritto qui, soffermandomi sui tre perché del Messaggio e sull’atecnico termine “incardinato”. Registro unicamente un unanime coro di dissenso sulle indicazioni INPS.

Cito, uno per tutti, Nicola Roberto Toscano (Cultore del diritto del lavoro presso l’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”) che su Guida al Lavoro n. 7/2021 scrive come l’INPS “si sia avvitato in maniera del tutto inappropriata sulla ovvia titolarità-giuridico formale del contratto di lavoro in somministrazione”, definendo “una trovata e una stonatura” il contenuto del Messaggio che “introduce una inattesa limitazione e una fastidiosa complicazione con riguardo ai lavoratori in somministrazione”.


Che sia il caso di rivolgersi anche su questo al Giudice che sta a Berlino chiedendogli che dichiari fuorilegge anche questa parte del Messaggio?

Nulla di sconvolgente eh. Gli si chiederebbe unicamente il ripristino delle regole generali, di Legge, da sempre applicate ai benefici economici legati al costo del lavoro del contratto di somministrazione.

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