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pay transparency, ci siamo quasi

  • Immagine del redattore: Andrea Morzenti
    Andrea Morzenti
  • 1 giorno fa
  • Tempo di lettura: 2 min


Dover esplicitare già negli annunci di lavoro la retribuzione iniziale (o la fascia retributiva) della posizione ricercata, favorirà retribuzioni calibrate sulle mansioni e sulle competenze ed indipendenti dal genere?

Non poter chiedere in fase di colloquio la retribuzione attualmente percepita dai candidati, eviterà che divari retributivi del passato basati sul genere si perpetrino anche nel nuovo lavoro?


Imporre ai datori di lavoro di rendere accessibili ai lavoratori i criteri utilizzati per determinare la retribuzione e i livelli retributivi, nonché ai soli datori di lavoro con almeno cinquanta dipendenti anche i criteri stabiliti per la progressione economica, favorirà retribuzioni più eque e criteri più oggettivi?

Non poter impedire contrattualmente ai lavoratori di rendere nota la propria retribuzione, eviterà retropensieri ed erronee convinzioni tra i colleghi?

Poter chiedere al proprio datore di lavoro il livello retributivo medio disaggregato per genere per lo stesso lavoro svolto o per un lavoro di pari valore, eviterà discriminazioni basate sul genere?


Imporre ai datori di lavoro con almeno cento dipendenti obblighi informativi e comunicativi circa il divario retributivo medio tra uomini e donne rendendo così più trasparenti le politiche retributive aziendali, favorirà la parità di genere?

Imporre ai datori di lavoro con almeno cento dipendenti l’obbligo di valutare congiuntamente con le proprie organizzazioni sindacali le retribuzioni nel caso in cui il divario retributivo medio tra uomini e donne – non motivato da criteri oggettivi e neutri – sia pari ad almeno il cinque per cento, favorirà la rimozione di differenze salariali di genere non motivate?


Ecco, in attesa di leggere nelle prossime ore sulla Gazzetta Ufficiale il testo del decreto (legislativo) di recepimento della direttiva comunitaria sulla trasparenza salariale e poterci così dividere sulle mille e diverse interpretazioni che come al solito ne scaturiranno, credo che le domande da porci siano queste.

Anzi, forse una unica: essere aperti, chiari e trasparenti aiuterà a colmare l’immotivato divario salariale tra uomini e donne?

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"Ho imparato che il problema degli altri è uguale al mio. Sortirne tutti insieme è la politica. Sortirne da soli è l’avarizia" (Don Lorenzo Milani)
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