Pay transparency, una birra alla diga del Gleno
- Andrea Morzenti
- 3 giorni fa
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Aggiornamento: 3 giorni fa

Ieri ero al nuovo Chiosco della diga del Gleno (se non conoscete il posto, ve lo consiglio: paesaggio meraviglioso e custode di una tragedia ai più sconosciuta che non può essere dimenticata). Passeggiata su sentieri con maggio ciondolo ancora in fiore, e poi relax con una buona birra.
Vicini a me, seduti a uno dei nuovi bellissimi tavoloni del Chiosco, un ragazzo e una ragazza con le loro birre (una Weizen lui, una Hell lei) stanno discutendo di trasparenza salariale (quella norma “volta a rafforzare l'applicazione del principio della parità di retribuzione tra uomini e donne per uno stesso lavoro o per un lavoro di pari valore attraverso la trasparenza retributiva”).
Sì, lo so che non è mai bello ascoltare i discorsi degli altri, ma non ho potuto davvero farne a meno tanto erano vicini a me. Tra un sorso di birra e un altro è andata più o meno così:
LUI. Ma ancora il decreto di attuazione della direttiva non è in Gazzetta, vero?
LEI. Ancora no, non capisco cosa aspettino. Mattarella ha firmato il 7 maggio… I ben informati dicono però che oggi potrebbe essere il giorno giusto.
LUI. Tu l’hai già studiato? Conoscendoti, avrai sicuramente intercettato le bozze…
LEI. Beh, per forza. Anche perché il decreto entrerà in vigore domenica. (7 giugno, ndr)
LUI. Ah, e che dice?
LEI. Ma, guarda, te lo dico veloce che quassù parlare di leggi non è proprio il massimo eh…
LUI. Beh, hai ragione… ma in due parole?
LEI. Facciamo almeno in quattro… i) novità per annunci e colloqui di lavoro ii) novità in fase di assunzione iii) diritto di informazione per i lavoratori iv) obblighi di reportistica, per le medie/grandi aziende, sul divario retributivo uomo/donna.
LUI. Insomma, mi pare copra tutto il rapporto di lavoro: dall’incontro domanda/offerta, al contratto di lavoro, allo svolgimento del rapporto e alla picture aziendale come dicono quelli che parlano in inglese. Ma, vuoi un’altra Hell? Che io mi sa mi prendo un’atra Weizen…
LEI. Ma sì, dai, grazie. Magari anche uno strinù in due? (lassù si chiama così il panino con la salamella, ndr)
LUI. Perfetto, vado a ordinare. Poi però mi dici bene cosa cambia per i colloqui di lavoro, che sono particolarmente interessato visto che mi sto guardando un po’ in giro…
LEI. Wow, grazie!
LUI. Dai, racconta un po’…
LEI. Allora, da domenica i) gli annunci di lavoro dovranno riportare la retribuzione iniziale della posizione ricercata (o una fascia retributiva) e le altre informazioni del contratto collettivo (direi almeno il livello) e ii) durante il colloquio il recruiter non potrà chiederti qual è la tua attuale retribuzione (e neppure quella dei tuoi precedenti contratti di lavoro).
LUI. Urca, e perché?
LEI. Trasparenza: per evitare che divari retributivi uomo/donna nei precedenti rapporti di lavoro, immotivati, proseguano anche nel nuovo contratto. Insomma, si vuole bloccare il perpetrarsi di una discriminazione di genere che, dai, nel 2026 non si può proprio più sentire.
LUI. Chiaro e sacrosanto. Però io un dubbio, anzi forse più di uno, permettimi ce l’ho. Proprio ieri, forse perché qualcuno ha deciso di anticipare l’applicazione delle nuove norme, ho trovato su Linkedin un annuncio di lavoro interessante.
LEI. E?
LUI. Cercavano una figura come la mia, secondo me ero davvero perfetto, Ricerca rivolta ambosessi e va bene, e poi in effetti era indicato il livello del CCNL e la retribuzione annua totale iniziale, con la specifica dei benefit e della parte variabile.
LEI. Ottimo! E quindi ti sei candidato? Hai fatto il colloquio e non ti hanno preso, ahahahah.
LUI. E no, non mi sono proprio candidato! La retribuzione iniziale proposta era inferiore alla mia attuale. E mi sono chiesto: non è che c’è qualche nuova norma che imponendo questi obblighi rischia di frenare e limitare il passaggio da una azienda ad un’altra e di livellare le retribuzioni verso il basso?
In quel momento io mi si sono alzato, ho fatto due chiacchiere con il gestore del Chiosco, mi sono rimesso lo zaino e son tornato giù a valle da un altro sentiero rispetto a quello da cui sono salito.
Chissà, mi chiedevo tra me e me in discesa, se è proseguita e come è finita quella discussione. Che il tema non è affatto banale.
[nel frattempo, la sera stessa, il decreto è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale. è il decreto legislativo 7 maggio 2026, n. 96, in vigore da domenica 7 giugno 2026]



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