• Andrea Morzenti

Rosatellum, un voto che vale due


Otto voti di fiducia. Poi la legge elettorale, il rosatellum (dal nome di Ettore Rosato, capogruppo del PD alla Camera), è stata approvata con la maggioranza più ampia della storia repubblicana. Ampio accordo tra maggioranza di governo e opposizione.

Ai grillini e ai bersaniani non piace, per motivi diversi. Ai primi non piacciono le coalizioni (loro non ne fanno), i secondi non gradiscono lo sbarramento del 3% (chissà se lo superano). E quindi dicono che è incostituzionale, un attacco alla democrazia, una sorta di mosca cieca, e via discorrendo.

 

Ma come funziona la nuova legge elettorale con cui andremo a votare nel 2018?

Innanzitutto vediamo come sarà la SCHEDA ELETTORALE:

I vari riquadri contengono:

  • nella parte alta > il nome/cognome del candidato nel collegio uninominale maggioritario;

  • nella parte bassa > la lista o le liste coalizzate che sostengono il candidato all'uninominale e, accanto ad ogni lista, i nomi e cognomi (al massimo quattro, liste corte con "quote rosa") dei candidati nei (piccoli) collegi plurinominali proporzionali.

Come si vota? Due possibilità ("la prima e la seconda", questa la capiscono in pochi ma non ce l'ho proprio fatta a non scriverla...):

  1. un segno sulla lista > che vale anche per il candidato dell'uninominale;

  2. un segno sul nome/cognome di un candidato dell'uninominale > i) che vale anche per la lista, se il candidato è sostenuto da un'unica lista ii) che viene distribuito alle liste, se il candidato è sostenuto da più liste, in modo proporzionale ai risultati ottenuti dalle liste nella circoscrizione elettorale .

[in caso di doppio segno, su candidato e su una lista che appoggia quel candidato, il voto è comunque valido]

A questo punto, una volta votato, come tutte le leggi elettorali, anche il rosatellum trasforma i voti in seggi (scranni in Parlamento). Come?

  1. un terzo dei seggi viene assegnato con i collegi uninominali, sistema maggioritario > vince il seggio il candidato che ha ottenuto più voti in quel collegio;

  2. due terzi dei seggi viene assegnato con i collegi plurinominali, sistema proporzionale > vengono ripartiti i voti tra le liste che hanno ottenuto almeno il 3% su base nazionale (se coalizione, la coalizione deve aver anche ottenuto almeno il 10% su base nazionale e sono validi solo i voti alle liste che hanno ottenuto almeno l'1%).

Sono consentite le pluricandidature? Ahimè sì, e sono cinque. Fino ad un massimo di cinque collegi plurinominali, a cui si può aggiungere pure un collegio uninominale (un bel paracadute, direi).

E' consentito il voto disgiunto? Cioè la possibilità di votare un candidato nel collegio uninominale e una lista che non appoggia quel candidato? No, il voto disgiunto non è ammesso. Personalmente, avrei preferito ci fosse. Può infatti succedere che nell'uninominale il tuo partito, magari in coalizione, ha un candidato che non ti piace: col voto disgiunto avresti potuto mantenere il voto al tuo partito e scegliere un alto candidato. Peccato.

Novità assoluta, la scheda elettorale antifrode (per arginare il voto di scambio). Ogni scheda avrà un tagliando con un numero univoco, che gli scrutatori annoteranno sul registro quando consegnano la scheda. Quando riconsegnata dall'elettore, gli scrutatori controlleranno che il numero segnato sul registro e quello del tagliando sia uguale (non saranno possibili schede pre-votate). Prima di inserire la scheda nell'urna, ovviamente il tagliando verrà rimosso (per evitare la riconoscibilità del voto). Tutto questo per la gioia degli scrutatori...

#rosatellum #leggeelettorale

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