Caso mai andassimo davanti al Giudice, tu e io
- Andrea Morzenti
- 2 ore fa
- Tempo di lettura: 1 min

Bevendo una Guinness al pub o sorseggiando un caffè al bar, se mi avete seguito fin qua, avrete certamente capito che lei è per il No e lui per il Sì.
Chissà quante altre volte ne avranno discusso, questo blog non lo può certo scrivere.
Mi riferisco naturalmente al referendum sulla Magistratura dei prossimi 22 e 23 marzo.
Approfondire e discutere, restando poi comunque della stessa inziale idea o magari – perché no – cambiandola. Ma sempre, questo è il vero aspetto importante di tutta la vicenda, con il risultato di una crescita vicendevole.
Quei due un po’ ce l’hanno dimostrato e, ne sono sicuro, erano sempre con il sorriso e – cosa che non guasta mai – credo ci abbiano aggiunto quel pizzico di divertimento che non deve mai mancare.
Questa mattina li ho ancora incrociati. Correvo in centro ed eccoli là.
Ho sentito solo quello che lui diceva a lei: “il pm e il difensore devono essere messi in condizione di parità davanti al giudice. è questo il senso enorme di questa riforma che garantisce i diritti dei cittadini davanti alla legge. il pm deve continuare a fare il suo, accusare e non escludere prove a favore esattamente come oggi. ma quando va in aula e incontra il giudice, il focus è su quest’ultimo che deve avere davanti a sé due persone, che fanno quello che fanno oggi, ma che per lui pari sono. sposta la tua riflessione dal pm al giudice. la riforma lo vuole davvero e semplicemente terzo, per tua e mia tutela caso mai andassimo davanti a lui”.