• Andrea Morzenti

Mi alleo con te, poi governo con lui


E ci siamo, Il 4 marzo 2018 si vota. Elezioni politiche (e anche qualche regionale, come Lombardia e Lazio).

Scendono in campo queste (principali) coalizioni e liste:

  1. Centrodestra > Forza Italia, Lega, Fratelli d'Italia, Quarto Polo (anche se io ancora non ho capito chi compone questo fantomatico Quarto Polo)

  2. Movimento 5 Stelle (unica lista non coalizzata)

  3. Centrosinistra > Partito Democratico, Civica Popolare, Insieme (che poi è Prodi eh, anche se nessuno ne parla), +Europa (quest'ultima, cioè la lista Bonino col il simbolo di Tabacci, ancora in forse)

  4. Sinistra > Liberi e Uguali (la coalizione che si fa lista, che il 10% non lo vedono proprio)

In altri termini: i) Berlusconi e Salvini ii) Grillo iii) Renzi iv) D'Alema.

 

Ora, stando ai sondaggi, salvo sorprese pare che nessuna delle quattro forze politiche otterrà in Parlamento la maggioranza assoluta dei seggi necessaria per poter governare.

Anche se ci sta andando sempre più vicino la prima, con Berlusconi in formissima in tv, in radio e sui social.

Quindi, se nessuna coalizione/lista otterrà la maggioranza assoluta, che succederà? Quale governo avremo?

Io, nel mio piccolo, lo sostengo da molto tempo e lo voglio scrivere anche qui: a mio parere, dopo le elezioni, Salvini (se non avrà i numeri, assieme alla Meloni) si staccherà da Berlusconi e formerà un governo con Grillo.

Molti sono i punti del programma in comune tra i due. Penso all'uscita dall'Euro, all'abrogazione della legge Fornero sulle pensioni, al tema dell'immigrazione (sintomatica la recente posizione sullo ius soli) e, da ultimo, alla contrarietà ai vaccini obbligatori.

E Grillo ha già favorito questa possibile soluzione approvando le recenti modifiche al Regolamento (o al Non-Statuto, non ricordo più) del Movimento, che oggi non vieta più di coalizzarsi con altri partiti per governare.

Del resto è anche il rosatellum a consentire questo "rimescolamento" post voto. Infatti, anche se coalizzate, le liste non devono aver né lo stesso capo coalizione né un programma comune.

E io continuo a chiedermi: visto che il maggioritario è stato seppellito con il No al referendum del 4 dicembre 2016, non era meglio un bel proporzionale - con sbarramento al 5% - e le coalizioni si fanno dopo, non prima del voto? Non sarebbe stato anche più onesto e trasparente verso gli elettori?

#elezioni #Berlusconi #Renzi #Salvini #Grillo #DAlema

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